Sentieri Digitali 2.0

Riparte Sentieri Digitali - A passeggio con protagonisti del Web 2.0 nel cuore di Napoli. Si tratta dell'iniziativa culturale nata nell'ambito del Progetto Campania 2.0 (seguitelo su Facebook), il primo Osservatorio regionale sulle Culture Digitali, ideato e curato da Francesca Ferrara, nota giornalista e blogger made in Naples (tra i suoi tanti blog, vi segnalo Capricci d'inchiostro).
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L'iniziativa - sotto il segno del payoff
"Be Digital, Make Culturale" - rappresenta una rassegna di incontri tra professionisti, studiosi e appassionati di Web 2.0, che nella splendida cornice del territorio napoletano discutono su prospettive evolutive e fantasie digitali di quell'universo taggato 2.0.
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Sulla scia del successo del primo blocco di incontri, Sentieri Digitali riparte con una nuova e ricca rassegna, che animerà la platea di appassionati 2.0 napoletani nel mese di gennaio e febbraio. Si parte
dall'anteprima del 30 gennaio, che inaugurerà una serie di incontri con il pubblico napoletano, prima della conferenza di chiusura del 31 marzo.
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Social Networking, Citizen Journalism e Open Culturale saranno i temi centrali della rassegna; Caterina Policaro ed Ernesto Belisario i protagonisti da non perdere. Il tutto, nello splendido scenario di Spaccanapoli, ancora una volta teatro dell'iniziativa. Anche quest'anno la ressegna è promossa grazie alla collaborazione di Ubik Napoli.
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Per informazioni sul programma ecco il blog
Sentieri Digitali (per la locandina della rassegna vi rimando a Facebook). Intanto vi do appuntamento al 30 gennaio 2010, ore 18:00, presso la libreria Ubik Napoli. Ingresso libero e gratuito...

Addio Comunicato Stampa...aziende e giornalisti verso relazioni one-to-one

Il giornalista rappresenta uno dei target preferiti dai comunicatori di impresa e dai public relator. All'interno di un'azienda, la promozione di un evento o di un prodotto/servizio passa inevitabilmente per il contatto con quotidiani, riviste e professionisti dell'informazione.
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Contatto che per anni - quelli precedenti al Web 2.0 - si sono basati sul caro vecchio comunicato stampa. Tuttavia, nell'era del social networking e dei media conversazionali, le aziende e i comunicatori corporate hanno a disposizione rinnovati e più potenti strumenti per contattare i giornalisti, per attivare un vero e proprio dialogo, concreto ed efficace per i propri obiettivi.
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Blog e social network rappresentano le piattaforme attraverso le quali le aziende e i comunicatori sono in grado di attivare e coltivare vere e proprie reti di relazioni e conversazioni con i professionisti del giornalismo.
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In questo contesto, il comunicato stampa perde sempre più efficacia (al pari delle classiche e-mail), al cospetto di strumenti che sono in grado di sviluppare relazioni di tipo one-to-one tra azienda e giornalista; relazioni più adeguate ad un mondo sempre più interconnesso e conversazionale.
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Sul tema è intervenuto Alessandro Gilioli - giornalista de L'Espresso, nonché uno dei più apprezzati blogger (questo è il suo blog) - che il 30 novembre ha tenuto una lezione - a dir poco interessante - nell'ambito del corso di Tecnologie della comunciazione applicate all'impresa (per il quale collaboro) dell'Università La Sapienza di Roma (Facolta di Scienze della comunicazione, laurea specialistica).
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La comunicazione on line dei Parlamentari made in Italy

Nell’era delle tecnologie digitali e del Web 2.0, tra Siti Internet, Blog e Social Network, il 60% dei nostri Parlamentari è attivo in rete con almeno uno strumento di comunicazione, mentre ben il 40% dei Deputati e Senatori attualmente in carica è ancora lontano da qualsiasi forma di presenza on the Web.
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Questo in sintesi uno dei dati emersi da una prima “fotografia” fornita dalla ricerca “Comunicazione on line dei Parlamentari della XVI Legislatura” alla quale sto lavorando da qualche mese, con il coordinamento di Stefano Epifani, Prof. di Tecnologie informatiche digitali dell'Università La Sapienza di Roma.
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Lo studio fa parte di un progetto di ricerca a più ampio respiro che si propone di studiare “al microscopio” le forme, le modalità e gli strumenti di comunicazione on line adottati dai nostri politici, attraverso più livelli di indagine.
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I risultati della ricerca sono stati presentati alla stampa lo scorso 11 Maggio, a valle di una indagine quantitativa condotta nel mese di Marzo 2009. L’indagine sarà approfondita nei prossimi mesi con un’analisi di dettaglio - che rileverà le modalità di comportamento in rete dei singoli Deputati e Senatori - e un’analisi qualitativa che traccerà un quadro complessivo della comunicazione politica on line in Italia, attraverso interviste e focus group ad esperti e politici.
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Nei prossimi post vi presenterò i primi risultati. Intanto questo è il link dell'articolo pubblicato su Affari e Finanza con i primi dati della fase quantitativa (dal blog di Stefano Epifani).

Il Festival del Giornalismo ha il suo Social Network

Dal 1° al 5 Aprile 2009 si è tenuto a Perugia il consueto Festival del Giornalismo..."bella esperienza, ricca di elementi positivi e molto formativa", così come definita da alcuni tra gli aspiranti giornalisti che vi hanno partecipato.
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Tanto bella ricca e formativa da spingere i ragazzi del Festival alla realizzazione di un vero e proprio social network per gli aspiranti giornalisti, italiani e internazionali. Per ora, soltanto un manifesto scritto a più mani, un indirizzo Web ancora criptico e un nome "migliorabile": Volunteers of International Journalism. Ma l'obiettivo è quello di creare qualcosa di interessante...ecco un frammento tratto dal manifesto scritto a più mani:
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"La cosa che ci è sembrata più urgente, data la provenienza geografia eterogenea di ognuno di noi, è stata quella di costruire un social network del giornalismo (in fase di lavorazione), che ci permetterà non solo di non disperdere i contatti, ma di acquisirne degli altri. Provvisoriamente il sito è stato depositato su www.univercity.it/volunteers ma, se tutto questo avrà un seguito, bisognerà trovare un nome e una apposita collocazione nel Web. Avete suggerimenti in proposito?"

...ricominciamo...

Caro Blog ReMediAtion, dopo una lunghissima pausa ho intenzione di ricominciare a scrivere...la tesi di laurea di luglio, un periodo di meritata vacanza (appena un paio di settimane) e poi la mia nuova esperienze di lavoro...ora si ricomincia.
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La spinta decisiva è arrivata dal BlogLab, giunto al termine della sua seconda edizione. Il mio Blog ReMediAtion è arrivato tra i primi dieci (non per l'esattezza), mostrandomi che probabilmente qualcosa di buono è stato in grado di proporlo (almeno spero).
Senza andare per le lunghe, caro Blog ReMediAtion a breve avrai un nuovo post e...un paio di lettori più o meno curiosi o interessati...ma non montarti la testa...saranno soltanto un paio...almeno per ora!

Master in Giornalismo partecipativo

Qualcosa si muove. L'università italiana, sulla scia di quella americana, sta provando ad aprire le proprie frontiere formative al giornalismo partecipativo e 2.0.
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Pionieristica è l'iniziativa dell'Università di Macerata, che ad inizio luglio ha annunciato sul suo sito di aver avviato un interessante Master in Giornalismo partecipativo. Il percorso didattico è stato organizzato in collaborazione con il Corecom e le Province di Macerata e Ascoli, con l'obiettivo di "ampliare e aggiornare le professionalità di chi lavora o aspira a lavorare nel mondo della comunicazione diffusa". Ai fini della presentazione del corso, il prossimo 10 luglio il direttore del Master, il prof. Gennaro Carotenuto, interverrà a Radio Campus, il canale di Radio Rai 1 dedicato al mondo accademico.
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Un primo tentativo, dunque, di allargare l'offerta formativa in giornalismo, anche se per ora esclusivamente ancorato ad un Master di secondo livello.

Banda larga a rilento

Lo scorso 25 giugno è stato pubblicato il rapporto dell'"Osservatorio Banda Larga".
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Il responso? Soltanto una famiglia su tre ha una connessione Internet a banda larga in casa. Si tratta di 8,7 milioni di famiglie, appena il 37% del totale. Come dire: Italia ancora in palese ritardo rispetto alla media europea. Ma non solo: la relazione ha rilevato che ben 11 milioni di famiglie non possiedono neanche il personal computer. A sorridere è soltanto la rete mobile, con una crescita di surfer che integrano la connessione tradizionale attraverso device mobili, come smartphone o connect card.
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Per maggiori approfondimenti sul recente (e impietoso) rapporto - dal titolo "Famiglie Italiane e Banda Larga: nuovi servizi e traiettorie di sviluppo per il mercato consumer" - vi segnalo il link del comunincato stampa dell'Osservatorio.