Visualizzazione post con etichetta Social Networking News. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Social Networking News. Mostra tutti i post

Facebook perché mi hai taggato?

Quante volte avremmo voluto dire ai nostri amici "ehi, perché mi hai taggato su Facebook?" (di solito siamo più coloriti, ma qui ho preferito la versione edulcorata).
a
Ebbene tra qualche settimana la nostra frase dovrà cambiare in "ehi Facebook, perché mi hai taggato?"(e credo che in questo caso saremo ancora più coloriti!). Eh si perché il colosso del social networking, dopo aver apportato un po' di cambiamenti alla piattaforma (ne parleremo in un prossimo post, quando i nuovi servizi saranno avviati) ha annunciato il lancio di Tag Suggestion.
a
Si tratta di un'applicazione che consentirà il riconoscimento facciale delle nostre foto! In pratica, se tagghiamo una volta i nostri amici, per le successive volte ci penserà Facebook a taggarli nuovamente, riconoscendone "la faccia". Tag Suggestion confronterà tra loro le foto caricate e già taggate e suggerirà i tag dei nostri amici. 
a
I vantaggi per gli amici Facebookiani? Niente perdita di tempo per il tagging.
Gli svantaggi per gli amici e i nemici Facebokiani? Ovviamente - come troppo spesso accade quando si parla di questo Social Network - è la privacy. Facebook ha annunciato che gli utenti avranno la possibilità di disattivare il riconoscimento facciale del software tra le proprie impostazioni della privacy. Certo, va bene, ma quanti degli utenti presenti sulla piattaforma di Zuckerberg modificano queste impostazioni? Pochissime...
a
Mentre il nuovo servizio susciterà nuove polemiche a riguardo, vi segnalo soltanto che non si tratta di una vera e propria novità in rete. Qualcosa di simile a Tag Suggestion è già presente sul Web e si chiama Face.com. La piattaforma, peraltro presente su Facebook, permette di agli iscritti di inserire foto e taggarle una sola volta. Per le successive foto il sistema inserirà un tag automatico, dopo aver riconosciuto "le facce". Facebook non farà altro che inserire l'applicazione di Face.com nel suo Facebook Photos, quello che utilizziamo tutti i giorni...
a
Vediamo cosa accadrà...

Cosa faresti per 5 euro? Te lo dice Cinkue.com

Continua il nostro angolo di Social Networking News. Question: avete 5 euro da spendere e non sapete cosa farne? Solution: Cinkue.com, "la prima community in Italia di servizi a partire da 5 euro". In pratica, una sorta di Kijiji o Bacheca, con un taglio leggermente più social, in cui gli utenti possono iscriversi gratuitamente e offrire servizi, personali e professionali. Il costo? Ovviamente, si parte dai 5 euro...
a
C'è chi vi aiuta a scrivere lettere d'amore, chi vi consegna direttamente a casa la carta igienica o vi invia le ricette preferite. Non mancano i "consulenti dell'amicizia", freelance che dispensano consigli su come creare vere e proprie reti di amici virtuali...in cambio di 5 euro. E non potevano non trovare spazio gli annunci e le offerte più singolari...o le proposte indecenti...

Ma insieme a quelli che Cinkue.com chiama "Fuori di testa", la nuova service community made in Italy ospita anche servizi più professionali, suddivisi in diverse categorie: si vai dai "più classici" dopo scuola e traduzioni, passando per servizi legali e di business, fino ad arrivare all'immancabile informatica e al Web design. 
a
La recente iniziativa sul Web italiano è stata portata avanti da due giovani imprenditoria, sulla scia del solito precursore americano (stavolta si tratta di Fiverr.com). In poco tempo la piattaforma ha un raggiunto un successo on line tanto rapido e sorprendente che è stata riconosciuta come una delle iniziative imprenditoriali più innovative (vi rimando all'Idea Awards 2010). Eh si sorprendente...anche per i due giovani ideatori di Cinkue.com...tanto che la partecipazione all'ultimo SMAU di Milano, una citazione su Rai 3 e un recente articolo su repubblica.it hanno dato un'impennata tanto forte ai contatti della piattaforma da far scoppiare i server. La nuova community italiana è attualmente off line "a causa delle centinaia di migliaia di visitatori sul sito".
a
Ma appena on line, c'è da giurarci che la piattaforma sarà ancora più popolata tra gli utenti della rete made in Italy. Intanto, possiamo seguire Cinkue.com sulla pagina fan di Facebook e sul Blog ufficiale.
a
A proposito del Blog...interessante il livello di coinvolgimento e di partecipazione degli utenti, soprattutto in fase di avvio...molto meno interattivo e più "autoreferenziale" quando più di una redazione e di un magazine on line hanno cominciato a parlare dell'iniziativa. Troppa centralità è stata data ai post dedicati a quel famoso "parlano di noi", con in evidenza le attenzioni ricevute da chi si occupa di informazione, rispetto a quanto ci si aspetterebbe da una community fatta di e da freelance. Vedremo se Cinkue.com proverà ad aggiustare il tiro on the Blog...in ogni caso, quella sulla Blogosfera è ancora un'esperienza molto giovane in quel di Cinkue...

Klikot...il social network che ti paga (?)


E' nuovo...è social...ha successo...e soprattutto ti paga!
a
E' Klikot, il nuovo social network che ormai da qualche mese sta spopolando on line al grido di "ricompensiamo i nostri utenti". Ebbene si, Klikot si è presentato agli abitanti del Web come il Network Sociale in grado di destabilizzare il mondo di Internet, le sue logiche e le sue dinamiche...perché "ricompensa i suoi membri"...almeno questa sembra essere la mission del neonato tra le applicazioni di social networking.
a
Come funziona? Un po' come accade ai procacciatori di contatti (i famosi "porta a porta workers"), gli utenti di Klikot vengono pagati ogni qualvolta portano nuovi iscritti al social network, stimolano i commenti, incentivano visite a profili e pubblicazione di foto...in pratica per qualsiasi cosa facciano su Klikot.
a
Quali le certezze e quali i lati oscuri di questa nuova applicazione?
.
Partiamo dalle certezze. Anzi, dalla certezza. Klikot vanta livelli di diffusione notevoli, che neanche il colosso Facebook ha fatto registrare a pochi mesi dalla sua nascita sul Web. Già più di 500.000 sono infatti gli utenti iscritti all'applicazione, che quotidianamente cercano di "guadagnarsi la pagnotta" on line su Klikot...
.
Si certo, diffuso. Ma in pratica, Klikot la fa "guadagnare o no sta pagnotta"? E qui attiviamo ai lati oscuri, tanti, troppi. L'elenco è lungo, ma andiamo con ordine:
a
1. Quali sono le modalità di pagamento, o meglio di retribuzione? Klikot tace...in alcuni paesi fornisce informazioni molto vaghe...anche perché al momento dell'iscrizione non viene chiesto nessun dato in merito a carte di credito, conto paypal e altro
2. In fase di registrazione, nessun riferimento al trattamento dei dati sensibili. In pratica, se vi iscrivete e inserire i vostri dati personali "sensibili" non sapete dove e soprattutto in mano a chi finiscono;
3. Le modalità di guadagno non sono chiare. Il meccanismo è complesso: si parla di un guadagno in base al numero di iscritti portati, si raggiungono dei livelli (fino al 5°), ecc. ecc...insomma, una catena di Sant'Antonio;
4. Fino ad ora, da un rapido sondaggio on the Web sembra che nessuno sia stato ancora pagato. Tanti gli utenti che si affanno a "difendere con i denti l'immagine di Klikot", come viene indicato sul sito, ma nessuno che guadagna la pagnotta.
a
Insomma...novità del Web o vera e propria bufala? Per ora, come direbbe un famoso comico, "la seconda che hai detto". Monitoriamolo insieme, fino a quando non esce fuori un utente con tanto di assegno o conto paypal gonfiato da Klikot (dubito...)

Da Google Wave a...Google Buzz


Mentre in molti si chiedono che fine ha fatto Google Wave (sbaglio o è stato presentato come la rivoluzione della comunicazione on line?) ecco arrivare Google Buzz, il nuovo servizio di socializzazione del colosso di Montain View.
a
Google Buzz si presenta come uno strumento di condivisione di aggiornamenti, contatti e materiali multimediali (foto e video). Fino a qui nulla di nuovo. Messaggi, collegamenti e contenuti multimediali organizzati in un unico flusso, sulla falsariga di Google Wave. Aggiornamento del proprio status in perfetto stile Twitter. Pubblicazione e condivisione di foto, video e link con metodo Facebook. Allora, quali sono le novità?
a
Novità number one: Google Buzz è accessibile direttamente da Gmail (basta accedervi aprendo la propria casella mail), il servizio di posta elettronica di Google, che negli anni si è avvicinato con sempre maggiore decisione al Conversational Web, arricchendo la classica funzione di mailing con videochat e plus-in dell'area Labs. E come Gmail, Google Buzz è accessibile direttamente via cellulare, in mobile. Quindi, anche Maps e geolocalizzazione: per ciascun messaggio e aggiornamento Google Buzz individua la posizione dell'utente che ha pubblicato il post e lo visualizza sulla mappa.
a
Novità number two (quella più sorprendente e - se volete - più sconvolgente): Google Buzz per ciascun utente seleziona in automatico (e senza chiedere alcun consenso) un elenco di follower e di amici da seguire, tra quelli con cui dialoga più di frequente, via mail e via chat. Non solo. La nuova creatura on line partorita in Montain View imposta di default il profilo pubblico degli utenti Buzz.
a
Risultato? Per la felicità di chi storicamente si batte per il rispetto della privacy on the Web, chiunque visiti il profilo pubblico di ciascun utente può visualizzare tutti i suoi contatti, follower e amici seguiti!
a
Come dire: basta accedere al profilo di un utente (che di default è pubblico) e puoi visualizzare l'elenco dei suoi amici più affezionati e dei contatti più seguiti. Il tutto senza che nessuno di Big G ti chieda se vuoi essere seguito o desideri seguire i contatti selezionati in automatico (naturalmente, con l'obiettivo di popolare gli utenti del servizio in tempi rapidi).
a
Ovviamente puoi sempre accedere al tuo profilo e modificare la lista dei contatti (stavolta a tuo piacimento)...peccato che Internet sarà già a conoscenza dei tuoi contatti preferiti!
a
La carta stampata lo ha già definito "incubo della privacy"; i giornalisti più ottimisti, invece, lo hanno etichettato semplicemente come "rivoluzione Gmail". In ogni caso, quello di Google è un rinnovato esempio di quel fenomeno di Conversational Web che assume sempre più forza on line e che sembra ridurre sensibilmente (fino a distruggerle) quelle barriere che definiscono il concetto (in altri tempi avrei detto valore) della privacy.
a
A questo punto sarebbe necessario che Google riveda il suo neonato servizio di socializzazione, scegliendo almeno la via della chiarezza e della trasparenza a tutela degli utenti.
a
In caso contrario...bhè, il mondo disegnato da Gorge Orwell diventa sempre più concreto...

Nasce Kligg...

Ecco uno degli ultimi arrivati di quel citizen journalism che on the Web assume le sembianze di un fenomeno sempre più concreto e pervasivo: si tratta di Kligg - successore dell'americano Digg e dell'italianissimo OkNotizie - spazio informativo in formato social network che si propone di segnalare, condividere e aggregare fonti, news e materiali multimediali dedicati al mondo della politica. L'applicazione ènata qualche giorno fa e in poche settimana ha attirato l'attenzione di ben 216 blog che hanno inondato il sito di informazioni politiche aggiornate in tempo reale e...soprattutto di sinistra.
a
Social Network della Sinistra, è un portale di editoria sociale e Citizen journalism gestito collettivamente senza una direzione editoriale centrale, tutti i contenuti sono generati e votati democraticamente direttamente dagli utenti stessi”; questo è lo slogan di Kligg...una mission che si commenta da sola nel già ricco panorama del citizen journalism on line.

Ecco a voi Messenger TV!

Finalmente anche la Microsoft proverà a contrastare lo strapotere di Google e soprattutto di Youtube, cavalcando l'onda dell'esplosione negli ultimi anni del fenomeno dei video on line.
aaa
Se accedesse fin da oggi a Messenger (vi occorrerebbe l'ultima versione) vi accorgereste che chattare, giocare, scambiare foto e quant'altro è ormai superato e quasi anacronistico! La nuova frontiera del software gratuito - Windows Live Messenger - che conta circa 95 milioni di users abituali è la possibilità di guardare filmati e spezzoni di palinsesti tv insieme, scegliere programmi e commentarli mentre si parla e si discute. La Microsoft ha dunque integrato al client di messaggistica istantanea più famoso ed utilizzato al mondo un autentico canale televisivo, grazie alla partnership di reti tv e multinazionali come Mtv, Sony, Emi e BBC.
aaa
Il gigante dell'ICT attraverso questa operazione, che rende ancora più multi-mediale la partecipazione a Messenger, conta inoltre di incrementare considerevolmente la propria raccolta pubblicitaria, dal momento che aziende del calibro della Century Fox e della Pepsi si sarebbero dette già largamente disposte a pubblicizzare i propri prodotti sulla nuova Messenger TV.
aaa
Ultime due segnalazioni, una strana e l'altra scontata:
aaa
- partiamo dalla stranezza: il servizio non è stato ancora lanciato sul territorio americano (gli Stati Uniti non campaiono tra le 20 nazioni in cui è partita l'iniziativa). Strano ma vero...
aaa
- concludiamo con la scontata: il servizio al momento non sarebbe ancora disponibile per gli utenti Mac la Microsoft non avrebbe ancora realizzato una versione di Messenger TV compatibile con i pc della Apple...che novità!