Da Google Wave a...Google Buzz


Mentre in molti si chiedono che fine ha fatto Google Wave (sbaglio o è stato presentato come la rivoluzione della comunicazione on line?) ecco arrivare Google Buzz, il nuovo servizio di socializzazione del colosso di Montain View.
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Google Buzz si presenta come uno strumento di condivisione di aggiornamenti, contatti e materiali multimediali (foto e video). Fino a qui nulla di nuovo. Messaggi, collegamenti e contenuti multimediali organizzati in un unico flusso, sulla falsariga di Google Wave. Aggiornamento del proprio status in perfetto stile Twitter. Pubblicazione e condivisione di foto, video e link con metodo Facebook. Allora, quali sono le novità?
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Novità number one: Google Buzz è accessibile direttamente da Gmail (basta accedervi aprendo la propria casella mail), il servizio di posta elettronica di Google, che negli anni si è avvicinato con sempre maggiore decisione al Conversational Web, arricchendo la classica funzione di mailing con videochat e plus-in dell'area Labs. E come Gmail, Google Buzz è accessibile direttamente via cellulare, in mobile. Quindi, anche Maps e geolocalizzazione: per ciascun messaggio e aggiornamento Google Buzz individua la posizione dell'utente che ha pubblicato il post e lo visualizza sulla mappa.
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Novità number two (quella più sorprendente e - se volete - più sconvolgente): Google Buzz per ciascun utente seleziona in automatico (e senza chiedere alcun consenso) un elenco di follower e di amici da seguire, tra quelli con cui dialoga più di frequente, via mail e via chat. Non solo. La nuova creatura on line partorita in Montain View imposta di default il profilo pubblico degli utenti Buzz.
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Risultato? Per la felicità di chi storicamente si batte per il rispetto della privacy on the Web, chiunque visiti il profilo pubblico di ciascun utente può visualizzare tutti i suoi contatti, follower e amici seguiti!
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Come dire: basta accedere al profilo di un utente (che di default è pubblico) e puoi visualizzare l'elenco dei suoi amici più affezionati e dei contatti più seguiti. Il tutto senza che nessuno di Big G ti chieda se vuoi essere seguito o desideri seguire i contatti selezionati in automatico (naturalmente, con l'obiettivo di popolare gli utenti del servizio in tempi rapidi).
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Ovviamente puoi sempre accedere al tuo profilo e modificare la lista dei contatti (stavolta a tuo piacimento)...peccato che Internet sarà già a conoscenza dei tuoi contatti preferiti!
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La carta stampata lo ha già definito "incubo della privacy"; i giornalisti più ottimisti, invece, lo hanno etichettato semplicemente come "rivoluzione Gmail". In ogni caso, quello di Google è un rinnovato esempio di quel fenomeno di Conversational Web che assume sempre più forza on line e che sembra ridurre sensibilmente (fino a distruggerle) quelle barriere che definiscono il concetto (in altri tempi avrei detto valore) della privacy.
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A questo punto sarebbe necessario che Google riveda il suo neonato servizio di socializzazione, scegliendo almeno la via della chiarezza e della trasparenza a tutela degli utenti.
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In caso contrario...bhè, il mondo disegnato da Gorge Orwell diventa sempre più concreto...

2 commenti:

Prof. Daniele Pauletto ha detto...

“Wave sarà tragettato completamente nelle Google Apps per rendere interattiva la collaboration aziendale e inserirsi nel panorama più ampio della unified e real time communication…”


Mentelab
http://www.slideshare.net/mentelab/guida-all-uso-di-google-wave

Anonimo ha detto...

Ciao BlogRemediation, scrivi più spesso! Sono molto interessanti i tuoi post 2.0.!