Master in Giornalismo partecipativo

Qualcosa si muove. L'università italiana, sulla scia di quella americana, sta provando ad aprire le proprie frontiere formative al giornalismo partecipativo e 2.0.
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Pionieristica è l'iniziativa dell'Università di Macerata, che ad inizio luglio ha annunciato sul suo sito di aver avviato un interessante Master in Giornalismo partecipativo. Il percorso didattico è stato organizzato in collaborazione con il Corecom e le Province di Macerata e Ascoli, con l'obiettivo di "ampliare e aggiornare le professionalità di chi lavora o aspira a lavorare nel mondo della comunicazione diffusa". Ai fini della presentazione del corso, il prossimo 10 luglio il direttore del Master, il prof. Gennaro Carotenuto, interverrà a Radio Campus, il canale di Radio Rai 1 dedicato al mondo accademico.
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Un primo tentativo, dunque, di allargare l'offerta formativa in giornalismo, anche se per ora esclusivamente ancorato ad un Master di secondo livello.

Banda larga a rilento

Lo scorso 25 giugno è stato pubblicato il rapporto dell'"Osservatorio Banda Larga".
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Il responso? Soltanto una famiglia su tre ha una connessione Internet a banda larga in casa. Si tratta di 8,7 milioni di famiglie, appena il 37% del totale. Come dire: Italia ancora in palese ritardo rispetto alla media europea. Ma non solo: la relazione ha rilevato che ben 11 milioni di famiglie non possiedono neanche il personal computer. A sorridere è soltanto la rete mobile, con una crescita di surfer che integrano la connessione tradizionale attraverso device mobili, come smartphone o connect card.
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Per maggiori approfondimenti sul recente (e impietoso) rapporto - dal titolo "Famiglie Italiane e Banda Larga: nuovi servizi e traiettorie di sviluppo per il mercato consumer" - vi segnalo il link del comunincato stampa dell'Osservatorio.