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La blogger e giornalista grafica Erica Smith ha raccolto su una mappa di Google tutti i licenziamenti e i tagli di professionisti da parte degli editori dei quotidiani made in USA dall'inizio del 2008, in seguito alla transizione delle redazioni dall'edicola al Web. Fino al 27 sera i "caduti" erano addirittura 3071!
aaaEcco perchè i giornalisti maistream odiano così tanto giornalismo on line, citizen reportig e blogging amatoriale...
aaaLa testata britannica può vantare la leadership tra i giornali nella Rete made in Great Britain, con una crescita vertiginosa negli ultimi anni (si parla di un incremento dei contatti del 153%), raggiungendo i 18,6 milioni di utenti. Un risultato che arriva in seguito a sforzi editoriali precisi e mirati, in particolare finalizzati alla realizzazione di un progetto di integrazione tra redazione di carta e web, con grandi investimenti inoltre nelle aree del sito dedicate agli aggiornamenti in tempo reale.
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A testimoniarlo è la testata britannica concorrente del Telegraph, il Guardian, in un recente articolo pubblicato sulla versione telematica del giornale.
Finalmente anche la Rai ha scoperto il mondo Web 2.0.La redazione del TG1 della tv pubblica non solo ha rifatto il look al suo sito, ma ha integrato alle solite e tradizionali applicazioni forme di interattività inaspettate con i fruitori del telegiornale italiano più seguito. Come dire: meglio tardi che mai...
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Oltre ad una sezione dedicata alla fruizione di servizi già diffusi in tv, il portale offre la possibilità ai suoi utenti di vedere in versione integrale interviste e reportage "tagliati" dal palinsesto informativo tradizionale o mandati in onda in formato ridotto.
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Ma la vera novità sta nella pubblicazione sul sito di quattro blog che andranno ad arricchire il già consistente esercito di professionisti dell'informazione della blogosfera . In questo caso si sono cimentati nell'esperienza il direttore Gianni Riotta, oltre ai giornalisti Roberto Olla e Giovanna Rossiello. Non fa testo invece la rinnovata avventura di Pino Scaccia, già "storico" giornalista-blogger, anzi warblogger.
Ma la vera novità sta nella pubblicazione sul sito di quattro blog che andranno ad arricchire il già consistente esercito di professionisti dell'informazione della blogosfera . In questo caso si sono cimentati nell'esperienza il direttore Gianni Riotta, oltre ai giornalisti Roberto Olla e Giovanna Rossiello. Non fa testo invece la rinnovata avventura di Pino Scaccia, già "storico" giornalista-blogger, anzi warblogger.
Etichette: Gianni Riotta, Giornalismo on line, Giovanna Rossiello, Journalism Blog, Pino Scaccia, Roberto Olla, TG1
Cresce il giornalismo "dal basso".
Dopo CNN, BBC, Fox, Al Jazeera e Los Angeles Time, ci prova anche YouTube ad aprire le frontiere al citizen journalism attraverso il nuovo canale Citizen News, dedicato alle notizie rigorosamente amatoriali e, ovviamente, in formato video. Nessuna linea editoriale, niente criteri di notiziabilità classici o formalità, ma soltanto freschezza e creatività animeranno il canale di giornalismo amatoriale del gigante YouTube.
La news manager di YouTube, Olivia Ma, attraverso un videoclip spiega che Citizen News è a caccia soprattutto di reportage e di servizi giornalistici sulle realtà locali, oppure approfondimenti prodotti da team universitari di ricercatori. Ma non mancano le richieste di contenuti di quel "reporting diffuso" che tanta fortuna ha portato alla Rete in occasione di crisi ed emergenze, in cui blog e spazi indipendenti hanno bruciano sul tempo i classic media riversando on the Web alla velocità della luce materiali multimediali dalla straordinaria spontaneità e vividezza, costringendo stampa, radio e tv ad inseguire; o ancora i casi in cui essere al posto giusto al momento giusto, per caso, con l’opportunità di raccontare eventi che altrimenti non sarebbero coperti dai canali tradizionali.
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Le attese nei confronti della piattaforma di condivisione di maggior successo sono particolarmente alte. Il giornalismo partecipativo è già iniziato su YouTube, ma il progetto è ancora in divenire ed è in fase embrionale. Conviene tenerlo d’occhio, in attesa che si arricchisca e che diventi un rinnovato e potenziato spazio su Internet in cui proporre un giornalismo amatoriale e "fai da te" in grado di sfuggire ai filtri editoriali dei grandi giornali e condividere pensieri e storie di vita.
Grazie a Marco Pratellesi vi segnalo uno spunto interessanti per riflettere sul futuro del giornalismo maistream.
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Mentre il mondo dell'editoria giornalistica continua a sentenziare la crisi dei quotidiani, con una fuga di lettori e una pardita di credibilità, c'è anche chi esce dal coro...
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Si tratta di Marcel Hoes, responsabile marketing di Wan (World Association of Newspaper), che ha presentato i dati di una ricerca sugli ultimi cinque anni presentata a Milano insieme ai vertici di Atex, gruppo inglese che fornisce servizi e soluzioni informatiche per il settore editoriale. Secondo Hoes, negli ultimi 5 anni la circolazione dei quotidiani sarebbe cresciuta addirittura dell'8,7%, toccando i 510 milioni di copie, 551 se si considera anche il circuito virtuoso della free press.
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E le entrate pubblicitarie? Hoes va controcorrente anche in questo caso. Mentre tutti proclamano il successo dell'on line e (stavolta soltanto alcuni) si preparano ad abbandonare la carta per il Web, il marketing man della Wan sostiene che nel 2006 quotidiani e riviste hanno totalizzato il 42,3% della raccolta, mentre Internet si è attestata su un modesto 5,7%. Soltanto entro il 2010 Internet dovrebbe salire al 20% compensando il calo dei giornali a mezzo stampa di un 15% circa.
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Insomma, altro che Capital Times o febbre da bit...i quotidiani sono sì attanagliati da una crisi ormai radicata, ma secondo la ricerca della Wan tengono botta benissimo, sia in temrini di copie vendute che di entrate pubblicitarie. Dunque, se qualcuno lo mettesse in dubbio, ancora una valida prova che la sinergia - e non la sostituzione - è la via più plausibile da percorrere da parte del classic journalism e dell'editoria in generale.
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Clicca qui per scaricare la ricerca in power point
Dopo le profezie di Sulzberger - l'editore del NYC che ha annunciato che il giornale newyorkese entro il 2010 sarà soltanto on line - il quotidiano americano Capital Times dopo circa 100 anni abbandona l'edicola e si trasferisce in Rete...soltanto in Rete. La redazione "tradizionale" abituata a lavorare con le rotative (sensibilmente ridotta, con 20 giornalisti che hanno perso il posto, tra licenziamenti e pre-pensionamenti) si limiterà a curare la pubblicazione di due settimanali...tutto ciò che resta dell'edizione a mezzo stampa del noto quotidiano del pomeriggio.
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L'editore del CT, Clayton Frink, ha così motivato la scelta strategica: "Ci siamo accorti che la nostra audience diminuiva a vista d'occhio e non eravamo più rilevanti". La strategia dell'editore rientra nell'ottica di un'illusoria profezia o della cronaca di una morte annunciata dei quotidiani? Frink sottolinea che il suo giornale è stato il primo ad abbondare la carta per i bit, anche se per l'editore americano "La tendenza generale è questa un po' dappertutto"...ma quale tendenza generale? Fino ad ora gli editori si sono "limitati" ad affiancare la versione telematica a quella a mezzo stampa, cercando si di sfruttare al massimo le potenzialità del Web - le solite multimedialità, ipertestualità, interattività, tempestività, ecc. ecc. - ma in realtà senza neanche crederci tanto, a parte qualche "fuga in avanti". E se l'OPA ha dichiarato che nel 2007 soltanto tre tra le edizioni elettroniche di testate storiche in edicola (tra cui il NYC) hanno chiuso i bilanci in attivo grazie a pubblicità ed abbonamenti on line, molto probabilmente il classic journalism resterà ancora a lungo nella prospettiva dell'affiancamento e non della sostituzione.
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Di seguito vi segnalo un interessante post - dal titolo "The Presses Stop But the Press Goes On" - del blog di un giornalista made in USA, Jay Rosen, che con un cyber-ottimismo neanche tanto velato profetizza la "staffetta" tra la carta e l'on line, mostrando come negli States il giornalismo creda e investa su Internet. Anche se per ora l'unico caso è quello del Capital Times, a poco più di dieci anni dall'avvento del Web.
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Oltre la sinergia tra carta e Web, cosa ci si riserva il fenomeno della convergenza dal punto di vista dell'informazione? Proviamo a discutere su uno dei possibili e rinnovati supporti del giornalismo in versione digitale: il cellulare.
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Oggi il panormama dell'informazione giornalistica non sembra limitarsi ai media tradizionalmente deputati all’offerta di informazione, ma ingloba mezzi e strumenti di comunicazione capaci di spingere l’interattività e la personalizzazione dei sistemi di informazione ai massimi livelli. E allora l’ecosistema informativo si estende fino a inglobare inediti sistemi e strumenti per la pubblicazione, la circolazione e la fruizione di news, sempre più libere e sciolte da rigidi palinsesti e precise dinamiche spaziotemporali. Le informazioni dunque superano le frontiere dei media mainstream e incontrano un processo di sdoganamento dai supporti classici, grazie a mezzi e device multimediali e interattivi.
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E allora ecco il nuovo arrivato dell’informazione, quello strumento usualmente utilizzato per la comunicazione senza fili, quel cellulare che via etere può rappresentare una sorta di lettore informativo integrato tra parole, foto, audio e video. Il giornalismo sta dunque sperimentando un nuovo formato: quello delle informazioni impacchettate in SMS e che in tempo reale arrivano nelle tasche delle persone con il classico bi-bip, per avvertirli che qualcosa di nuovo è successo. Il giornalismo si fa a pezzi, si propone in forma mini attraverso articoli brevi o brevissimi, breaking news scritte, pubblicate e fruite rigorosamente in real time. E così notiziari e reportage si condensano in 120-140 battute spazi compresi, dallo schermo macro del PC o della TV si comprimono su quello micro del cellulare, entrano interamente in un SMS.
aIl giornalismo e i giornalisti più multimedializzati si sono spinti verso inaspettate forme di integrazione con i cellulari, sempre più numerose e di successo. Iniziative mirabili a tal proposito sono state quelle degli editori L’Espresso e RCS. In particolare, la redazione on line del quotidiano “la Repubblica” ha creato una forte forma di integrazione tra stampa-Internet e telefonia cellulare, dal momento che i lettori del quotidiano possono inviare un SMS attraverso il proprio telefono di rete mobile al giornale romano non solo per ricevere news e aggiornamenti on demand su notizie di proprio interesse, ma per segnalare temi, porre domande su questioni di attualità o rispondere a sondaggi che saranno ripresi, trattati e pubblicati sulla versione telematica del giornale, oltre che sul quotidiano in edicola. In questa direzione va letta anche l’offerta Corriere Mobile e Gazzetta Mobile, il servizio SMS e MMS a pagamento avviato di recente dall’edizione digitale del “Corriere della Sera” e de “La Gazzetta dello Sport”, che propone ai suoi utenti di ricevere su cellulare aggiornamenti, breaking news, così come approfondimenti ed editoriali e addirittura contenuti multimediali come le ultime edizioni dei TG on line delle testate del gruppo RCS.
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Ma non solo la stampa. Negli ultimi tempi, grazie agli sviluppi delle reti wireless, dell’Internet mobile e dei telefonini di ultima generazione, ha preso forza il cammino della convergenza di TV, radio e ovviamente Internet verso il cellulare, che in un futuro prossimo potrebbe quindi diventare una sorta di supermedium di massa. Si tratta di una prospettiva che potrebbe incidere radicalmente sulla produzione e sull’organizzazione del lavoro delle aziende editoriali in grado di fornire contenuti per i vari media, attraverso la piattaforma cellulare. Tuttavia, questo
scenario sta appena vivendo solo una tappa intermedia nella realizzazione della piena convergenza tra più supporti tecnologici digitali, che potrà consentire, perché no, di fruire indifferentemente delle funzioni proprie di computer, stampa, televisione e radio proprio attraverso il mobile phone; per ora il fenomeno è ancora troppo giovane per disegnarne scenari futuri.
scenario sta appena vivendo solo una tappa intermedia nella realizzazione della piena convergenza tra più supporti tecnologici digitali, che potrà consentire, perché no, di fruire indifferentemente delle funzioni proprie di computer, stampa, televisione e radio proprio attraverso il mobile phone; per ora il fenomeno è ancora troppo giovane per disegnarne scenari futuri.
Finalmente anche la Microsoft proverà a contrastare lo strapotere di Google e soprattutto di Youtube, cavalcando l'onda dell'esplosione negli ultimi anni del fenomeno dei video on line.
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Se accedesse fin da oggi a Messenger (vi occorrerebbe l'ultima versione) vi accorgereste che chattare, giocare, scambiare foto e quant'altro è ormai superato e quasi anacronistico! La nuova frontiera del software gratuito - Windows Live Messenger - che conta circa 95 milioni di users abituali è la possibilità di guardare filmati e spezzoni di palinsesti tv insieme, scegliere programmi e commentarli mentre si parla e si discute. La Microsoft ha dunque integrato al client di messaggistica istantanea più famoso ed utilizzato al mondo un autentico canale televisivo, grazie alla partnership di reti tv e multinazionali come Mtv, Sony, Emi e BBC.
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Il gigante dell'ICT attraverso questa operazione, che rende ancora più multi-mediale la partecipazione a Messenger, conta inoltre di incrementare considerevolmente la propria raccolta pubblicitaria, dal momento che aziende del calibro della Century Fox e della Pepsi si sarebbero dette già largamente disposte a pubblicizzare i propri prodotti sulla nuova Messenger TV.
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Ultime due segnalazioni, una strana e l'altra scontata:
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- partiamo dalla stranezza: il servizio non è stato ancora lanciato sul territorio americano (gli Stati Uniti non campaiono tra le 20 nazioni in cui è partita l'iniziativa). Strano ma vero...
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- concludiamo con la scontata: il servizio al momento non sarebbe ancora disponibile per gli utenti Mac la Microsoft non avrebbe ancora realizzato una versione di Messenger TV compatibile con i pc della Apple...che novità!
Il "DESK" - rivista trimestrale di cultura e ricerca della comunicazione per la quale collaboro, edita in collaborazione tra UCSI e UNISOB - ha organizzato per mercoledì 14 maggio ore 9:30, presso l'Auditorium dell'Enel a Roma, un'interessante incontro dal titolo "Internet. Informazione e Democrazia".
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L'evento - pianificato grazie alla preziosa collaborazione di Tiscali - è suddiviso in due sezioni: la prima si propone di indagare e discutere sul tema della necessaria convergenza imposta dal new media per eccellenza con i mezzi di comunicazione e di informazione tradizionali, stampa e televisione in testa; nella seconda sessione si affronteranno invece le questioni etiche sollevate dallo sviluppo del Web in una direzione "anarchica" e spesso incontrollata, nonchè il tema politica & nuovi media.
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Tra gli interventi nelle due sessioni si segnalano:
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Verso una governance di Internet?
Stefano Rodotà
Università "La Sapienza" di Roma
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Convergenza digitale, scenari per una nuova tv
Fabrizio Meli
direttore Digital Television Tiscali Italia
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Il modello informativo dopo Internet
Luca De Biase
direttore di "Il Novà", "Il Sole 24 Ore"
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I riflessi di Internet sull'agenda politica: il caso Sherpa TV
Claudio Velardi
socio fondatore di Reti
Come cambiano i media
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UCSI-UNISOB, Roma-Napoli, 2007
UCSI-UNISOB, Roma-Napoli, 2007
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Perchè una raccolta di tesi di laurea sul giornalismo?
Perchè una raccolta di tesi di laurea sul giornalismo?
Innanzitutto, per fotografare le ricerche e gli studi sull’argomento e dare il giusto spazio e riconoscimento ad un gruppo di studenti che ha saputo cogliere gli interrogativi e le criticità principali di questa materia. Le ricerche nascono sullo sfondo del mondo della comunicazione e dei mezzi (vecchi e nuovi) dell’intero comparto mediatico: la stampa studentesca, il giornalismo moderno, il fotogiornalismo, gli sviluppi delle tv private, il giornalismo d’inchiesta, la satira, l’on line, la storia dei media, le radio, il giornalismo calcistico, la stampa periodica, la comunicazione delle brigate rosse, la free press, il giornalismo al femminile, la loggia P2 nella stampa italiana, l’informazione religiosa, la deontologia, il giornalismo di guerra. Impreziosiscono le tesi e questa raccolta le interviste a Gian Antonio Stella, Francesco Zizola, Leo Gullotta, Alberto Franceschini, Isabella Bossi Fedrigotti, Milly Buonanno e Francesco Pinto.
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UCSI-UNISOB, Roma-Napoli, 2008
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Con il progetto "Le professioni della comunicazione in Italia e in Europa" si è compiuta una ricognizione analitica e diffusa sui momenti essenziali che scandiscono i percorsi dei comunicatori relativamente alla formazione e all'accesso, all'esercizio e al controllo sociale, mirando a fare emergere problematiche e criticità. La ricerca offre una radiografia aggiornata della situazione universitaria e professionale italiana e di alcune significative esperienze europee, ponendo le premesse per un dibattito aperto tra accademici e professionisti, dirigenti pubblici e privati, leader e aggregazioni sociali, aziende e istituzioni, cittadinanza attiva. I ricercatori appartengono alle università LUISS Guido Carli e LUMSA di Roma, "Suor Orsola Benincasa" di Napoli e "Gabriele d'Annunzio" di Chieti-Pescara.
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Baldini M., Scandaletti P.
Università e Professioni dei Comunicatori in Europa: criticità, ritardi e problemi irrisolti
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Con il progetto "Le professioni della comunicazione in Italia e in Europa" si è compiuta una ricognizione analitica e diffusa sui momenti essenziali che scandiscono i percorsi dei comunicatori relativamente alla formazione e all'accesso, all'esercizio e al controllo sociale, mirando a fare emergere problematiche e criticità. La ricerca offre una radiografia aggiornata della situazione universitaria e professionale italiana e di alcune significative esperienze europee, ponendo le premesse per un dibattito aperto tra accademici e professionisti, dirigenti pubblici e privati, leader e aggregazioni sociali, aziende e istituzioni, cittadinanza attiva. I ricercatori appartengono alle università LUISS Guido Carli e LUMSA di Roma, "Suor Orsola Benincasa" di Napoli e "Gabriele d'Annunzio" di Chieti-Pescara.
Salve a tutti,
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Tra gli innumerevoli blog, webzine e social network che popolano la Rete, questo piccolo spazio si propone di discutere insieme sul giornalismo on line - a poco più di dieci anni dalla nascita - e in particolare sul fenomeno di quell'informazione amatoriale, "dal basso" - per intenderci quella di blog ed e-zine - che molti "web entusiasti" non hanno esitato ad etichettare come Citizen Journalism, Partecipatory Journalism, Personal Journalism o più semplicemente Giornalismo Amatoriale...
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ma aldilà di ogni facile e rapida etichetta, ecco un'altrettanto facile domanda: il blogging può rappresentare davvero una rinnovata, quanto tecnologicamente avanzata, forma di giornalismo alternativa/complementare a quella dei maistream media? La mia personale tesi di partenza è che il giornalismo amatoriale non sia affatto giornalismo vero e proprio; anzi blog ed e-zine che si vantano di fare giornalismo talvolta rischiano di essere semplicemente prodotti concepiti per sovvertire le regole tradizionali dell'eccellenza della professione, rappresentando la massima esasperazione della soggettività del giornalista.
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Tuttavia, è innegabile che il blogging rappresenti un'ulteriore, più democratica e comprendente, forma di circolazione delle informazioni, che non necessariamente si configurano come prodotto informativo in senso classico a gestione professionale. I nuovi struementi partecipativi di Internet apportano un'informazione mai avuta prima che può contribuire alla "ReMediAtion" dell'ecosistema tradizionale dei classic media, stampa in testa. Come dire, a differenza di qualche anno fa i giornalisti non possono più snobbare i blog! (basta pensare al caso Calipari sollevato dal blog Macchianera o alla vicenda di Trent Lott).
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Ecco allora una nuova domanda: al cospetto della forza pervasiva e del sempre più crescente potere dei blog, come hanno reagito/reagiscono/reagiranno i professionisti dell'informazione? Si va verso un progressivo avvicinamento o un irrimediabile allontanamento del giornalismo tradizionale nei confronti del fenomeno blog? Convergenza o divergenza? Coraggiosa integrazione o fervido rifiuto? "ReMediAtion" o tradizione?
LA MIA CITTA', LE MIE PASSIONI
Classe 1983, napoletano doc (anche se risiedo a Pozzuoli), con tanta passione per il Web 2.0, il giornalismo on line, il marketing, la comunicazione politica on line, la tecnologia informatica, gli amici e lo sport (dal calcio al curling, li seguo tutti...).
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DI COSA MI OCCUPO...
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Comunicazione e Marketing
Attualmente sono Consulente Comunicazione, Marketing e ICT per piccole e medie imprese e pubbliche amministrazioni di Napoli e Roma. Nel 2010, insieme ad un gruppo di amici, ho dato vita anche ad una piccola società. Si chiama CommunicaTeam e a breve sarà on line.
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Dal 2009 mi occupo del Progetto Best 100 Italia - Le aziende preferite dagli italiani in qualità di Customer Service Manager, presso la PeopleValue. L'azienda si occupa di employer branding e ricerche di marketing.
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Dal 2008 mi occupo di Consulenza Aziendale nei settori Comunicazione, Marketing, ICT, Knowledge Management ed e-Learning per la Info Solutions s.r.l. di Roma. L'azienda si occupa di consulting per aziende e associazioni specializzate in servizi per la PA Locale (ANCI, ANCITEL, IFEL, Ministero della PA).
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Dal 2009 sono entrato a far parte di una short list del Comune di Castellammare di Stabia come Consulente per il Progetto "Linea Verde - Più Europa".
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Università e Ricerca
Dal 2008 sono collaboratore universitario della cattedra di "Tecnologie della comunicazione applicate all'impresa" del Prof. Stefano Epifani, dell'Università La Sapienza di Roma.
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Dal 2005 sono collaboratore universitario della cattedra di "Storia del giornalismo e della comunicazione sociale" del Prof. Paolo Scandaletti, dell'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.
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Dal febbraio 2006 ho partecipato al Progetto di Ricerca di durata biennale "Università e Professioni dei comunicatori in Europa", presso l'Università LUISS Guido Carli di Roma.
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Nel 2009 ho partecipato ad un Progetto di Ricerca sulla Comunicazione Politica on line dei Parlamentari della XVI Legislatura, promossa dall'Università La Sapienza di Roma.
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Dal Marzo 2010 ho preso parte ad una Linea di Ricerca dedicata alla Comunicazione Politica on line dei Sindaci e dei giovani politici locali, promossa dall'Istituto di Studi Politici San Pio V di Roma. I risultati della Ricerca saranno presentanti entro il 31 Dicembre 2010.
Nel 2009 ho partecipato ad un Progetto di Ricerca sulla Comunicazione Politica on line dei Parlamentari della XVI Legislatura, promossa dall'Università La Sapienza di Roma.
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Dal Marzo 2010 ho preso parte ad una Linea di Ricerca dedicata alla Comunicazione Politica on line dei Sindaci e dei giovani politici locali, promossa dall'Istituto di Studi Politici San Pio V di Roma. I risultati della Ricerca saranno presentanti entro il 31 Dicembre 2010.
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LE MIE PUBBLICAZIONI... (clicca qui)
Nel 2007 ho curato la pubbblicazione del testo Benforte A., Gallinaro S. M., Come cambiano i media, UCSI-UNISOB, Roma-Napoli.
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Nel 2008 ho pubblicato tre saggi (I giornali on line in Europa, La free press in Europa, La formazione in Germania) nel volume a cura di Baldini M. e Scandaletti P., Università e professioni dei comunicatori in Europa. Criticità, ritardi e problemi irrisolti, UCSI-UNISOB, Roma-Napoli.
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ESPERIENZA A ROMA...
Dal 2006 vivo nella splendida capitale, tutta arte, cultura, divertimento e tanto spazio per i giovani...manca solo il mare! Ho condiviso da fuorisede un'esperienza magnifica con uno tra i miei più cari amici e con la mia ragazza.
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TRA I MIEI AMORI...
A proposito, tra gli amori della mia vita - in ordine rigorosamente alfabetico per non scontentare nessuno - ci sono: CICCIO, il mio cucciolo volpino che mi ha accompagnato per poco più di dieci anni; ILARIA, la ragazza che da qualche anno anni mi fa battere il cuore e che mi ha fatto scoprire quanto fossero splendide la dolcezza e l'ingenuità; la passion dvrive di ogni essere che vive all'ombra del Vesuvio...la SSC NAPOLI.
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Un abbraccio e benvenuti in BlogReMediAtion da (Settilio) Mauro Gallinaro...
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